Davide Puma, pittore contemporaneo

di Alessio Santiago Policarpo

 

 

Conobbi l’arte di Davide Puma un giorno d’estate di tre anni fa, visitando un oratorio barocco di Ventimiglia Alta ove erano esposte temporaneamente alcuni suoi dipinti; giacché le sue creazioni mi colpirono per la loro delicatezza e per il loro misterioso fascino, decisi di approfondire la sua poetica, intervistandolo qualche tempo dopo per una rivista on-line (che vi riporto qui). Nato a Sanremo nel 1971, Puma vive e lavora nella città di confine; approdato alla pittura più di nove anni fa, questo pittore è sostanzialmente autodidatta. Puma, come un artista di altri tempi, vive anche di commissioni, sia private – per cui esegue soprattutto ritratti–, che ecclesiastiche: un suo dipinto infatti, raffigurante il Beato Tommaso Regio, si trova nella Cattedrale di Ventimiglia. Puma ha esposto negli ultimi anni in personali o all’interno di collettive, e collabora da diverso tempo con diverse gallerie d’arte, riscuotendo sempre notevole successo sia in Italia: Museo Marino Marini di Pistoia, Galleria Gagliardi di San Gimignano, Spazio Espositivo PwC di Milano, Italian fine art Gallery di Positano, Mag Gallery di Como ecc.; che all’estero: Tomo Gallery di Kioto, Ransom Gallery di Londra, MFF Galerie di Saint Paul de Vence, Gallerie Rossi di Ginevra ecc.

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Egli considera suoi principali riferimenti artisti del passato come Piero della Francesca, per la monumentalità e la sintesi, e il novecentesco Felice Casorati, per le atmosfere sospese dei suoi dipinti; mentre tra i contemporanei uno dei suoi favoriti è Odd Nerdrum, sebbene Puma eviti le sue tenebrosità e gli aspetti inquietanti. Dal punto di vista stilistico le sue opere sono alquanto originali, per quella pennellata posta come una carezza, non perfettamente perspicua; una pittura, fatta di velature, che rappresenta le vibrazioni dell’energia.

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IMG_6309Nei suoi quadri, raffiguranti spesso donne sognanti e animali – come mansuete mucche o elegantissimi cavalli –, non mancano mai i fiori, a cui l’artista attribuisce un determinato significato: essi rappresentano, appunto, l’idea dello sbocciare, del divenire continuo e del manifestarsi dell’esistenza, la quale è ciclica e si rigenera sempre; è su questo dinamico concetto che si basa la ricerca di Puma, più che sulla dialettica tra la vita e la morte, o l’indagine della realtà oggettiva. Egli si concentra sul fluire dell’energia e della vita, trasfigurata, sublimata, e rappresentata in tutto il suo poetico splendore.

L’artista ventimigliese afferma che la sua arte è specchio della sua profonda e intima interiorità, la quale si esprime attraverso immagini iconiche: umane e animali, a volte mitiche come le centaure, o spirituali come angeli, dunque attraverso creature foriere di purezza, bellezza, innocenza, e icone di un mondo ideale fuori dal tempo. La potenza della vita, nelle opere di Puma, si manifesta nelle piccole e semplici cose, in creature piccine e fragili, come uccellini, farfalle, puledri o nei volti puliti di fanciulle.

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Il non indagare l’orrore – elemento caratteristico di molteplici correnti contemporanee – non è spia di un’arte disimpegnata o edonistica; qualcuno, infatti, gli ha fatto notare che i suoi lavori sembrano nati dalla mente di chi è rinchiuso in una torre d’avorio, tuttavia la scelta di Davide Puma dipende, invece, da una volontà di dare una risposta positiva al degrado e alle tragedie della società, una risposta basata sulla bellezza, sul continuo rinnovamento della vita e della sua forza che non conosce limiti o ostacoli, e che si rigenera di continuo –  malgrado a volte sembri che il male possa vincere. Un progetto embrionale è una personale, che si terrà nella primavera del prossimo anno, a Catania dal titolo “La fine del male”, titolo che confessa la sua poetica e il nobile messaggio della sua arte.

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Nell’ambito dei filoni di arte figurativa attualmente emergenti, Puma rappresenta un eccellente esempio di altissimo valore spirituale ed estetico, nonché di grande potenza poetica – aspetti di cui ha bisogno l’arte di oggi e il nostro mondo sofferente e arido.

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http://www.davidepuma.it/

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