Maschere all’egizia di Arnaldo Pomodoro

di Alessio Santiago Policarpo

 

 

 

IMG_6377La mostra La passione di Cleopatra, che sta avendo luogo presso il Museo Internazione e Biblioteca della musica di Bologna fino al 18 settembre, presenta al pubblico alcune maschere, dei disegni di scena e dei modellini eseguiti da Arnaldo Pomodoro per la rappresentazione teatrale omonima del titolo dell’esposizione, tenutasi nel 1989 a Gibellina – cittadina siciliana distrutta dal terremoto nel 1968  -, un’opera scritta dal poeta e drammaturgo egiziano Ahmad Shawqi (1869-1932). La mostra è legata all’esposizione Egitto. Splendore millenario che si sta svolgendo in contemporanea presso il Museo Civico Archeologico.

Tale esposizione ci permette di conoscere un’altra importante componente dell’attività artistica di Pomodoro, nato nel 1926 a Morciano di Romagna e famoso ormai in tutto il mondo, probabilmente più noto per le sue sculture pubbliche: soprattutto le grandi sfere, caratterizzate da spaccature, collocate in location di rilievo come la sede dell’ONU a New York o il giardino dei Musei Vaticani. L’artista, formatosi a Bologna e a Pesaro presso l’Istituto d’arte, era sempre stato appassionato di scenografia, tantoché negli anni Cinquanta partecipò a un concorso promosso da Anton Giulio Bragaglia, vincendo il secondo premio. Il suo lungo percorso,  portato avanti con la collaborazione del fratello Giò, è stato segnato da diversi influssi, come quelli di Picasso e di Klee, e da significativi incontri, a Milano, Venezia, con Burri, con Fontana, con il Gruppo Cobra ecc. Pomodoro leggeva opere drammaturgiche dei classici greci, e opere da Ionesco a Brecht.

 

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Maschera per il giullare di corte Anscio (simile alla testa di un babbuino, animale tipico dell’arte egizia), e maschera per Cleopatra

 

Dopo l’esperienza a Gibellina, di cui curò il progetto scenico e i costumi, Pomodoro continuò la sua ricerca in tale campo partecipando ad altre messinscene di opere teatrali di Gluck, Strauss e Stravinsky.

Le maschere e gli ornamenti, ispirati sì all’iconografia e agli attributi delle divinità egizie ma in maniera originale e libera, sono di notevole raffinatezza e splendore: le linee sono essenziali, i materiali splendenti, e la loro collocazione nelle sale del museo, ricche di affreschi e di strumenti musicali antichi, conferisce loro risalto, sebbene in modo armonioso, discreto e rispettoso nei confronti dei reperti della collezione permanente. Si tratta perlopiù di maschere di scena: copricapi di sovrani e divinità – recanti simboli come il sole, le piume di falco e altri particolari -, di guerrieri e di altri personaggi della corte.

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Maschera per Cesarione e per Anobis

 

Vediamo ad esempio un ornamento a forma di ali spiegate realizzate per Cleopatra, protagonista dell’opera, che ha come riferimento le immagini divine di Iside e di Nephtis, simboleggianti la loro benevole protezione; il copricapo assomiglia a un astrolabio sferico, dal momento che doveva raffigurare l’ascendenza cosmica del potere faraonico e il sostegno delle costellazioni e dei pianeti alla stirpe egizia.  Domina dal punto di vista cromatico, ovviamente, il color oro, alludente al sole e alla regalità faraonica, una scelta che accentua il senso di sfarzo.

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Armature per Marcantonio e Oros

 

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Modellino della scena con il palazzo del tempio e Cleopatra, scala 1:20, fiberglass e legno. Biga di Ottaviano con soldato, sala 1:20, legno e piombo patinato.

 

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Pomodoro dimostra in queste realizzazioni una grande fantasia, un gusto prezioso e un’elevata ispirazione: il suo obiettivo, come aveva asserito, era sostanzialmente la ricerca del visionario. Rispetto alle sue sculture, senza dubbio di pregio ma a volte dure e astratte, qui dimostra un modus operandi elegante ed evocativo. Dobbiamo constatarlo: la vera arte, per la maggior parte dei casi, sboccia laddove esiste una commissione basata su un preciso progetto che ha come fine la trasmissione di emozioni e di visioni per il tramite della bellezza visiva e poetica, come nel caso dell’opera teatrale, capace di legare tutte le arti, e che sa sempre arrivare allo spirito e all’intelligenza dello spettatore.

 

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Still del video proiettato in mostra della rappresentazione teatrale

 

ArnaldoPomodoro

Arnaldo Pomodoro

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