Passo indietro. Personale fiorentina di Kreshnik Aliaj (Niku)

di Eleonora Sarti

 

 

Passo indietro è il titolo della mostra di Kreshnik Aliaj (Niku) che si inaugura sabato 21 gennaio alle ore 12, nello “spazio espositivo più piccolo del mondo” in Via del Cecilia 4 a Fiesole. Niku, scultore nato a Valona nel 1985, si trasferisce a Firenze giovanissimo, dove inizia i suoi studi di scultura nel liceo artistico della città e dove frequenta per conto proprio le cave di pietra serena per poter scolpire anche fuori da scuola, oltre a dipingere presso un anziano pittore della zona. Successivamente, durante gli anni di formazione accademica, il marmo e la scultura monumentale diventano una vera e propria sfida ed è così che inizia un lavoro costante e incessante di ricerca che porterà lo scultore lontano dall’Accademia di Belle Arti, per lavorare direttamente all’interno delle cave di marmo di Carrara.

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Strano, 2016

La lontananza dall’accademia fa sì che Niku continui a studiare, disegnare, dipingere da solo e a scolpire ricercando equilibri, proporzioni e armonia nel marmo e nella sua durezza a diretto contatto con la natura. È così che i modelli classici come punti di riferimento ed il costante rapporto con il materiale duro e nobile della cava, mettono lo scultore nella condizione di riflettere sul suo ruolo di artista e soprattutto di artista nel suo tempo e lo portano a fare quel passo indietro dato dal bisogno di soffermarsi sulle parti, sulle forme, sulle scomposizioni e ricomposizioni ed infine sui colori e le patinature che entrano così a far parte delle sue sculture.

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Danzatrice impaurita, 2016

 

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Triste verità, 2016

 

Fa un passo indietro dunque, davanti alla solidità, davanti al candore e alla monumentalità classica delle sue precedenti opere per riflettere sulla morbidezza, la plasticità e la fragilità della scultura in terracotta. Ecco che in questa mostra troveremo la ricerca di una gestualità semplice, di movimenti abbozzati, di dettagli non cercati ma riassunti nei volti e nei corpi di donne in attesa, di bambini distratti, assorti e di uomini forti; troveremo tutto ciò che sembra essere solo un momento, un passaggio e sensazioni transitorie, lontane da quella completezza e maestosità della pietra. Niku ci porta ad osservare l’innocenza, la sensualità e la forza attraverso la terracotta che è terra, acqua e vita. Questo passaggio non è tornare indietro; fare un passo indietro serve a vedere le cose con più chiarezza, nel loro insieme. Niku posa lo scalpello, fa un passo indietro e mette le mani nella terra, nelle emozioni, nella quotidianità, nel bisogno di tornare a modellare e toccare prima di poter andare avanti a scolpire qualcosa di puro, che nasce e cresce dal togliere.

 

Attimo fuggente, 2016; Reperto antico, 2016

Con la lavorazione dell’argilla si aggiunge, si affonda, si scalda la superficie con il corpo e si entra a far parte della materia. È questo che fa l’artista restituendoci immagini frammentarie di vite, di volti, di corpi e di movimenti umani e terreni.

Adesso è la terracotta, come lo è stato il marmo, il mezzo di comunicazione tra l’artista ed il suo pubblico. Il materiale infatti non è solo l’oggetto tangibile che dà vita all’idea dello scultore, ma è esso stesso uno strumento che ci dice qualcosa in più, ci racconta l’umiltà o la ricchezza, l’eleganza e la fragilità proprio attraverso sé stesso. L’artista fa un passo indietro verso materiali e sentimenti terreni e ci restituisce il suo mondo a pezzi, a sprazzi, e a volte a colori.

 

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Ragazza col turbante, 2016

 

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