I disegni erotici di Jean Cocteau

di Alessio Santiago Policarpo

 

 

Nel novembre del 2011 è stato inaugurato a Mentone, in Costa Azzurra, il nuovo museo dedicato a Jean Cocteau, un edificio progettato dallo studio dell’architetto francese Rudy Ricciotti, malignamente paragonato da qualche detrattore a una gigante dentiera.

 

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Jean Cocteau (1889-1963) fu un artista estremamente eclettico e prolifico, dato che si consacrò a svariate ricerche e a diverse arti: la sceneggiatura, la regia, la poesia, il disegno, la scrittura. L’ambiente culturale in cui si formò e si espresse fu la Parigi coacervo delle avanguardie: Cocteau infatti intrattenne rapporti intellettuali e amicizie con Marcel Proust, Guillame Apollinaire, Pablo Picasso, Amedeo Modigliani ed altri ancora.

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La sua intensa vita, in cui non mancarono eccessi come la dipendenza da oppio, fu all’insegna della libertà e della sperimentazione, incanalate nella sua poesia e nella sua militanza critica.

In questo articolo desideriamo pubblicare alcuni disegni di tema erotico esposti nel museo di Mentone che mostrano principalmente scene omoerotiche e nudi maschili. Tali lavori fanno parte di un’opera letteraria, Il libro bianco, scritto da Cocteau nel 1927, e pubblicato l’anno successivo in forma anonima. In questo romanzo – scritto secondo uno stile poetico – l’autore narra dell’attrazione che egli provava per un ragazzo di nome Dargelos, nonché delle sue prime esperienze sessuali. I disegni ritraggono giovani di cui Cocteau si era innamorato, tra cui Jean Desbordes, un poeta con cui l’artista intrattenne una particolare relazione.

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La tecnica usata in queste creazioni può ricordarci i disegni a puro contorno di John Flaxman, artista attivo tra Sette e Ottocento. Le linee essenziali, sicure e dinamiche, riescono a descrivere in modo esauriente l’avvenenza e la vigoria dei corpi. In alcuni disegni emerge un erotismo coinvolgente e raffinato, ma nella maggior parte delle rappresentazioni l’artista risulta assai esplicito e provocatorio.

 

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Cocteau fu alquanto audace per la sua epoca, malgrado l’ambiente culturale francese fosse assai aperto, soprattutto quello d’avanguardia in cui egli gravitava. Molti artisti omosessuali del Novecento, come David Hockney, Glyn Philpot, Yannis Tsarouchis, Claudio Bravo, disvelarono nelle proprie opere l’attrazione e l’amore per la bellezza maschile, sempre con raffinatezza e con ispirazione, mentre Cocteau, sfidando i falsi moralismi e seguendo il proprio temperamento spregiudicato, infuse alle sue realizzazioni una maggiore carica sessuale, squadernando amplessi e prosperosi peni, e confessando le sue più calde passioni per quei corpi invitanti, senza tuttavia scadere nella volgare e banale pornografia.

 

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Il confine tra la sfera del sesso, della pornografia e quella dell’arte è oggi assai labile, soprattutto nelle ricerche contemporanee – si pensi ad esempio alle sculture di Koons che lo ritraggono mentre copula con Cicciolina. Ognuno è libero di esprimere il proprio punto di vista e di formulare un giudizio in merito, senza dimenticare che l’arte ha obiettivi alti e di spessore, certo, ma che è anche legata alla realtà e ai bisogni umani. L’arte – questo è un elemento della sua essenza, noi crediamo – ha come fine l’equilibrio tra corpo e anima, tra forma e contenuto, ed è un legante per i bisogni della carne e per le necessità spirituali. 

 

Le foto dei disegni erotici sono state scattate dall’autore dell’articolo il 2 aprile 2015 a Mentone (Francia) 

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