Madonne contemporanee di Alberto Antonio Foresta

di Alessio Santiago Policarpo

 

 

 

 

Nato a Caltanissetta nel 1990 e cresciuto nella vicina San Cataldo, Alberto Antonio Foresta si consacra all’arte sin da piccolo, guidato e stimolato dal padre Vincenzo, anche lui pittore. Studia presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo, dove consegue la laurea triennale in Didattica dell’Arte con la tesi: Einfühlung, “Sentire dentro” l’opera d’arte. Il processo empatico tra oggetto artistico e spettatore attraverso la fisiognomica, l’empatia e le neuroscienze. Prosegue gli studi a Firenze, laureandosi in Storia dell’Arte con la tesi dal titolo: La critica d’arte di David Freedberg. Da “Il Potere delle immagini” alle neuroscienze.

Foresta ha esposto in molte personali e all’interno di varie collettive (alla fine dell’articolo troverete l’elenco completo); nel dicembre 2014 è stato uno dei fondatori del “Collettivo Artistico Indipendente Contemporaneo MADRE”, di cui è membro insieme ad altri 10 artisti di diversa provenienza culturale. Il collettivo, curato da Marco Colombo e Francesca Rosini, ha avviato un progetto di mostra itinerante in differenti città italiane ed europee. Attualmente Foresta vive e lavora tra Palermo e Milano.

 

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Armonia Mundi, 2014

 

La sua principale produzione pittorica è costituita da immagini potentemente evocative, seducenti sul piano estetico e cromatico: visualizzazioni che sembrano registrare l’eco dei fondali dell’io, immagini interiori ed enigmatiche (si pensi al suo interesse per le neuroscienze e il loro influsso sulla creazione visiva). E’ evidente in queste opere un modus pingendi e un intento espressivo debitori di maestri del calibro di Rothko, di Newman e di Reinhardt, reinterpretati secondo una originale sensibilità.

Benché sia la pittura a troneggiare sul suo percorso artistico, Foresta ama sperimentare e cimentarsi in diversi linguaggi e vari tipi di ricerca, con esiti assai interessanti: la fotografia, l’installazione e di recente, con molta costanza, la video-arte. In queste ultime esperienze l’artista si è focalizzato in particolare sulla quotidianità, sugli affetti familiari, la società, anche in chiave critica – con un acume nutrito forse dal suo amore per la figura e l’opera intellettuale di Pier Paolo Pasolini.

 

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Qui presentiamo opere concepite negli ultimi due anni: realizzazioni più connesse al contesto urbano e dialoganti – seppur in maniera dialettica – con la storia e con la tradizione, opere comunicative e aperte concettualmente verso l’altro; ciò dimostra una notevole poliedricità, giacché Foresta non si limita a creare opere orientate solo all’introspezione. La sua opera, infatti, intende intrattenere un confronto fecondo con la società e la storia.

Foresta, nel gennaio del 2016, ha completato l’esecuzione della “Madonna dell’Accoglienza”, dipinta sulla parete di un edificio a San Cataldo, nello storico quartiere “La Forca”; un’opera donata dall’artista alla cittadinanza. Sotteso a questo lavoro vi è un messaggio di accoglienza fra popoli, accoglienza dell’altro e accettazione anche di se stessi, che deve avvenire con lo  stesso calore e la stessa gratuità dimostrata dalla Madre al figlio. Foresta parla di <<un’accoglienza alla vita, con tutte le sue sfumature, diversità, all’insegna dell’equilibrio tra i contrasti>>. La diversità e il turbinio dell’esistenza di cui parla l’artista sembrano essere suggeriti dalle intricate fantasie della veste della Vergine, ottenute applicando dei centrini sulla base di giallo, su cui poi si è usato uno spray nero.

 

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Madonna dell’Accoglienza, 2016

 

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Un tema attualissimo nel nostro paese quello dell’accoglienza, affrontato dall’artista siciliano ricorrendo a un’immagine antica, emblema dell’amore e della carità, di apertura a chi è ultimo e ai derelitti, ma anche di ricerca interiore tesa a ritrovare il bene che dimora in noi. Forse tale iconografia non ha più presa da un punto di vista religioso, ma sicuramente è un’immagine archetipica ed eloquente che assolve ancora a un messaggio preciso e positivo, un’immagine che può toccare sia credenti che laici.

Si tratta di un’opera murale discreta, inserita perfettamente nel contesto cittadino; contrariamente alle realizzazioni della street e della urban art, non aggredisce visivamente e non ricorre a una spiazzante iperbole, ma attira lo stesso l’attenzione con la sua piacevolezza estetica e il suo contenuto evidente.

 

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L’altra madonna contemporanea che desideriamo farvi scoprire è una fotografia rielaborata della Santissima Vergine delle Grazie, una scultura seicentesca alla quale Vittorio Emanuele II fece un voto nel 1706, attualmente ubicata nella Basilica di Superga a Torino.

 

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Per mia colpa per mia grandissima colpa, 2015

 

L’artista ha colto e registrato questa visione durante un momento di intensa riflessione. Così Foresta descrive quella sensazione: <<La contemplazione, come stato di profonda assuefazione e spiritualità, viene sollecitata il più delle volte entro spazi devoti alla preghiera, profondamente silenziosi, in cui il fedele, inginocchiandosi davanti alla statua di un santo o della Madonna, ringrazia o ammette i suoi peccati. L’esame di coscienza, nella sua forma più convincente, recita il verso: “Per mia colpa, per mia grandissima colpa”, per i peccati commessi, manifestati attraverso pensieri, parole, opere e omissioni>>. La statua, dunque, sommuove l’anima dell’artista inducendolo a speculare e a sondare se stesso, affinché egli svisceri e biasimi le ombre più oscure celate nel cuore: la fotografia, allora, diventa il mezzo per eternare quel personale momento e per indurre anche lo spettatore a riflettere e a scandagliare la propria coscienza.

 

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Per mia colpa per mia grandissima colpa 3, 2015

 

Così prosegue Foresta spiegando il suo lavoro: <<Questo è il primo input dal quale sono partito per raccontare qualcosa che mi ha sempre colpito, l’ammissione di una colpa, qualora essa esistesse, di una responsabilità, la dichiarazione di un peccato, mi ha sempre affascinato l’animo umano quando nella severità di una frase si dichiara parte integrante di qualcosa di fragile. Mi sono messo al posto del peccatore e ho dichiarato la mia responsabilità nel dissacrare il senso di questa frase, l’ho fatto attraverso la ripetizione della formula, attraverso la manipolazione delle parole nei titoli delle opere e del colore. Il colore risulta saturo ed evidenziato da un profondo nero, incorniciato. Mi interessava anche creare un contrasto tra l’iconografia cristiana più classica – espressa dalle Madonne col bambino, dal Cristo morto nella teca o dalla crocifissione – con un’estetica fortemente contemporanea>>. L’artista contamina passato e presente, l’arte antica e il senso estetico odierno, si avvale della provocazione, è audace, non rinuncia alla critica, ma non arriva mai a blasfeme distorsioni o deformazioni. 

 

Come si è già detto, l’altra linea di ricerca di Foresta è la video-art, a cui si dedica da quattro anni. Negli ultimi due lavori, Favignana – un giorno italiano e Paese mio,  ha lavorato fianco a fianco con Federica D’antoni, con cui ha scritto e realizzato i due video: la D’antoni si è occupata della fase di girato, del montaggio nonché della post produzione. Il loro impegno è incarnato nel progetto artistico InFedeFOresta FILMMAKER.

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Still del video Paese mio (pubblicato il 20/12/2017)

 

Come ci spiega l’artista Paese Mio ha l’intento di valorizzare il territorio siciliano attraverso <<un punto di vita nuovo e attuale, riscoprendo i luoghi caratteristici e quelli inconsueti. PAESE MIO è un viaggio, un’incursione e una storia. La scoperta di un paese dell’entroterra siciliano tra i luoghi storici, i profumi nei vicoli, i panni stesi e la serenità dei volti che lo caratterizzano. Due ragazzi e San Cataldo che diviene racconto, di una ricerca o di un pensiero. L’incedere lento di una donna e un uomo si immerge in un campo visivo inedito. Panorama e dettagli si alternano nella ricerca della bellezza>>. Il video ha come protagonisti Mattia Piampiano e Veronica D’antoni, il coinvolgimento di numerosi concittadini che hanno collaborato.

 

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Still del video Paese mio (pubblicato il 20/12/2017)

 

Link:  https://www.youtube.com/watch?v=I_IMxgqEmDI&t=49s

 

Cifra rilevante dei video di Foresta è la ricerca della bellezza delle atmosfere, dei luoghi, dei paesaggi, della terra, una bellezza indagata mai banalmente, ma sempre con sentita e intensa partecipazione.

L’impegno, il lavoro, la ricerca coerente e costante, il desiderio di comunicare, di indagare senza distruggere, la consapevolezza dell’importanza della storia e della tradizione (che non sono zavorre ma elementi da cui deve sorgere un nuovo orizzonte), sono aspetti che possiamo rintracciare nel percorso di Alberto Antonio Foresta, ma che si fa fatica a trovare nel mare magnum dell’arte contemporanea, ove regna invece il dilettantismo e la noiosa e ritrita trasgressione o la fallace ricerca dell’eterno nuovo, che è in realtà il palese sintomo della <<dittatura del presente>> (Tomaso Montanari).

 

https://foresta.portfoliobox.net/

 

Premi

– Vincitore della 3° Biennale dei Giovani Fotografi Italiani / Novembre 2012 / Arezzo.
– Vincitore “Paratissima Skopje #4”/ Giugno 2017/ Skopje

 

Mostre Collettive e personali

– Personale di Pittura Sotto l’Arte, Associazione culturale Amici dell’aquilone, San Cataldo 2010.
– Personale di Pittura Disperata Anima, Villa Barile, Caltanissetta, 2011.
– Collettiva di Pittura Artisti a Confronto, Galleria Elle, Preganziol-Treviso), 2012, a cura di
Andrea Lucchetta.
– Partecipazione alla 3° Biennale dei Giovani Fotografi Italiani, Arezzo, 22 Sett – 18 Nov 2012.
– Partecipazione all’ExspoArt di Venezia #16, 2013, a cura del critico Gabriele Romeo.
– Collettiva di artisti, Under Costruction, Galleria Simultanea Spazi d’arte, Firenze, 2013, a cura
di Marco Colombo.
– Partecipazione a “Paratissima 10”, Collettiva “MADRE”, Torino, 05- 09 Novembre 2014.
– Collettiva di artisti “Madre”, Il viaggio dell’artista, Z.A.P (zona areomatica protetta), Firenze,
Aprile 2015.
– Collettiva di artisti “Madre”, Il viaggio dell’artista – Wunderbar-Bar il Palio, Siena, Aprile
2015. – Partecipazione a “Paratissima – Skopje”, Giugno 2015, Macedonia.
– Collettiva di artisti “Madre”, Mother of Sin, Villa Comunale di Frosinone, Frosinone,
Dicembre 2015.
– Realizzazione Opera Murales Madonna dell’Accoglienza, 200 x 400, su commissione del
Comune di San Cataldo (CL), 2015.
– Collettiva di artisti, Pisike-Firenze, Wall, Limonaia Villa Voghel, Firenze, Febbraio 2016.
– Collettiva di artisti, Ex-Voto/Ex-Nuono, Cripta Santa Maria del Piliere, Palermo, Aprile 2016.
– Collettiva di artisti “Madre”, Spazio P.A.D, Torino, Aprile 2016.
– Collettiva di artisti “Madre”, Momento 0, Galleria Civica di Casa Francotto, Busca, Marzo
2017.
– Collettiva di artisti “Madre, SPATIUM- Installazione corale poliformica, Palazzo della
Cultura, Latina, Settembre, 2017

2 pensieri su “Madonne contemporanee di Alberto Antonio Foresta

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