Simona Dolci: artista contemporanea

di Alessio Santiago Policarpo

 

 

 

 

Simona Dolci ha studiato e si è formata a Firenze come architetto, professione che tuttora esercita; un incontro però, avvenuto nel 1983, con la pittrice Nerina Simi – figlia di Filadelfo – l’ha condotta a consacrarsi con passione all’arte, riconoscendo la pittura come sua vocazione.

Nel presente articolo presenteremo i lavori della pittrice e vi faremo partecipi di alcune sue e nostre riflessioni.

 

VULCANO 2015

Vulcano, 2015

 

Il figurativo non per forza collima con un’istanza ideologica: non a caso, il passato, nella ricerca della Dolci, viene frequentato assiduamente, ma senza nostalgie anacronistiche; nonostante ciò, una delle conquiste principali dell’arte rimane al centro dei suoi interessi, ossia la rappresentazione della figura umana. L’artista chiarisce così tale aspetto: <<Seguo in modo ondivago le aree dove la figura umana è stata rappresentata al meglio e con maggiore intensità, e ho un unico criterio: studio accanitamente ogni pennellata dei maestri del passato, ma accetto anche, ed ammiro, espressioni artistiche molto lontane dal mio mondo, come Bill Viola ed i suoi tableau vivant, o Nicola Samorì e le sue abrasioni. Sono consapevole che non si possa riproporre un’estetica ed un contenuto che non appartengono più al nostro tempo>>.

Una domanda si impone nella meditazioni della pittrice: <<Oggi, dopo un secolo di psicanalisi, come possiamo rappresentare ancora la figura umana? Penso che questa sia la sfida più interessante ma anche la responsabilità più impegnativa per un artista figurativo. Rispetto chi si è cimentato in quest’agone, chi ha tentato di sviluppare un nuovo modo, una nuova forma pur rimanendo fedele ad una visione e ad una tecnica che appartiene al mondo della rappresentazione figurativa, come Lucian Freud, ormai un classico, o Odd Nerdrum>>.

narciso2-1 2016
Narciso II, 2016

 

Sebbene prepari manualmente le tele cercando i migliori prodotti, e talvolta anche i colori, la Dolci non considera la conoscenza della tecnica pittorica una priorità artistica , ma solo una necessitàSpesso il dominio della tecnica può scadere nel vuoto virtuosismo, nonché in un gelido formalismo; a denunciare questi rischi è la stessa pittrice:

<<Il mio lavoro come insegnante in una scuola d’arte privata americana a Firenze mi permette di entrare in contatto con il mondo artistico, impropriamente chiamato Nuovo Realismo, che in America sta trovando una sua dignitosa collocazione, sia nell’insegnamento presso molte scuole d’arte sia nel mercato in alcune gallerie. Credo però che talvolta questo “movimento” tenda ad enfatizzare l’aspetto tecnico del dipingere rischiando di condurre il realismo moderno verso un tipo di rappresentazione perfetta ma fredda, oppure orientata ad una venerazione-riproduzione del passato>>.

 

Eros 2010

Eros, 2010

Presentiamo qui alcuni dipinti della serie “Maschi d’amore. Maschi di guerra”, esposta in parte a Pietrasanta, presso una mostra tenutasi dal 3 marzo al 10 giugno 2018 nella Chiesa e nelle sale del Chiostro di Sant’Agostino. In queste opere è assai presente il tema del teatro, arte amatissima e frequentata dalla Dolci: <<credo che sia uno dei campi artistici adatto alla rappresentazione della maniera in cui il mondo umano ha esplorato e conosciuto se stesso. L’attore, figura dalla personalità cangiante, è capace di mutare e trasformarsi. Eppure, proprio perché può incarnare molteplici personalità e personaggi, spesso vive immerso nella solitudine>>.

 

La-solitudine-del-attore 2011
La solitudine dell’attore, 2011

 

La Dolci fa impersonare ai suoi modelli sia personaggi del teatro che del mito. Tra i suoi personaggi prediletti vi è, ad esempio, Iago, il quale, come Giuda, viene considerato l’abbietto, il traditore per antonomasia: <<E’ veramente l’uomo del male, oppure è l’incantatore, il narratore, il magnifico tessitore di trame, anche malefiche, che svelano le passioni e rendono possibili gli eventi, come ogni costruttore di storie sa fare?>>.

Per quanto riguarda il mito, è Mercurio uno dei personaggi divini prediletti dalla Dolci: <<è l’immagine simbolica che corrisponde perfettamente al mondo contemporaneo, caratterizzato dalla velocità, dalla comunicazione, la connessione, l’inganno, il denaro, o Narciso, che nella rifrazione e moltiplicazione della propria apparenza perde identità e, frantumandosi, si annulla>>.

 

Narciso 2010
Narciso, 2010

La nostra artista non raffigura i canonici attributi delle divinità né vesti all’antica, dal momento che non persegue una riappropriazione anacronistica del passato: i personaggi mitologici o dell’immaginazione teatrale vivono il presente, sono exempla, giacché incarnano le virtù, i vizi, le luci e le ombre dell’uomo di ieri e di oggi, della sua parte immutabile, del suo eterno tormento, che l’arte, invero, dovrebbe consolare, accogliere, per aprirgli una via di salvezza e di elevazione.

 

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La prova, 2013

 

In questi dipinti la pittrice offre al contemplante la bellezza dei ragazzi e degli uomini raffigurati: una bellezza candida che trascende la fisicità, poiché è unita a una profondità di pensiero. Sono personaggi che meditano, concentrati sul loro ruolo e in procinto di riflettere prima dell’atto, prima dell’azione, oppure nella pausa in cui si ripensa al lavoro appena compiuto, e si ripassa la propria parte. Si tratta di immagini lontanissime dalla bellezza vuota e artificiale che regna nella galassia visiva odierna, legata al marketing e alla pubblicità, che paradossalmente convive con l’orrore o con l’uomo ridotto a ibrido tra umano e macchina propinati nelle correnti della sedicente “arte” contemporanea.

La Dolci ci rivela: <<Lavoro sempre dal vero, con modelli a cui sono fedele per un tempo che può essere anche lungo: riempiono i miei quadri con le loro confidenze, le infinite conversazioni o semplicemente il silenzio della posa. Talvolta i quadri con più figure ritraggono la stessa persona, capace di rappresentare più personaggi. Sono i bravissimi attori del mio piccolo teatro, il mio mondo visivo. Devo molto al lavoro dei modelli, ma quando per qualche ragione la relazione si esaurisce molti di loro scompaiono totalmente dalla mia vita, lasciandomi nel vuoto. Di nuovo torno quell’animale solitario e resto in attesa che cominci un nuovo ciclo>>.

 

LA CONVERSAZIONE IMpo3a3ile 2015
La conversazione impossibile, 2015

 

 

Il giudizio sulle ricerche visive contemporanee (quelle egemoniche, dunque neo e post-avanguardiste) della pittrice è alquanto ponderato:

<<L’onda lunga della modernità si sta concludendo, non finirà domani naturalmente – la decadenza dell’impero romano è durata qualche secolo – ma certamente la spinta vitale delle espressioni artistiche che ancora dominano il mercato è quasi esaurita. Come per ogni ciclo storico, dobbiamo assistere alla faticosa fase finale, che può regalarci ancora qualche luminosa esperienza, prima che un’altra avanzi. E gli inizi di un’epoca sono spesso caotici, disordinati, sporchi, irregolari, ma è ormai evidente che già molti artisti, anche affermati, cominciano a transitare dall’esperienza astratta verso il figurativo>>.

 

Sul palco 2012

Sul palco, 2012

 

Il 16 giugno del 2018, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze, nell’ambito del “Premio Europeo Lorenzo il Magnifico”, Simona Dolci ha ricevuto il premio “Caterina de’ Medici” riservato alle donne contemporanee che si sono distinte per la loro attività. E’ ora che nel campo dell’arte e della storia dell’arte le donne abbiano maggior spazio: si devono riscoprire autrici del passato per sottrarle dalla storia ‘sommersa’ della storia dell’arte (una marea sono le artiste e gli artisti obliati), e vanno altresì divulgate e promosse artiste di qualità del nostro tempo presente.

L'uomo del mare 2010
L’uomo del mare, 2010
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