A passeggio tra arte, suoni e natura. Sull’arte sonora

di Martina Savina 

 

 

 

Il panorama artistico al di là della frontiera riserva spesso delle novità interessanti: l’offerta della Costa Azzurra è varia e articolata e numerosi sono i musei e le gallerie che si occupano di arte contemporanea da Mentone a Nizza a Marsiglia.

per articolo Martina

Acclimatation, Géophyte è il titolo della particolare mostra, del collettivo di artisti No made, aperta al pubblico il 5 aprile scorso nel contesto del bellissimo giardino botanico Villa Thuret di Cap d’Antibes. In occasione dell’apertura dell’evento è stato possibile assistere all’originale e coinvolgente performance sonora dell’artista francese Alain Baudry che, amplificando in uno spazio aperto la diffusione di suoni della natura accompagnati da una voce umana, ha trasportato lo spettatore in un’atmosfera sospesa, quasi magica.

 

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Alain Baudry

 

Nella prima parte della composizione messa in scena da Baudry, la voce simula e gioca quasi con i suoni della natura, dapprima alternandosi ad essi (anche se stenta ad adattarsi a quella completezza che anche nella vita reale spesso le è estranea), poi li sovrasta e li domina tenendoli sullo sfondo quasi come un fastidioso ronzio, cedendo infine alla loro forza, quasi nascondendosi in essi, fino a manifestarsi appena in sordina. 

Indipendente e, in ogni caso, estraneo a una corrente artistica prestabilita, Alain Baudry preferisce autodefinirsi «chercheur de sons», mostrando così quanto l’interesse per il suono sia al centro di tutta la sua originale produzione.

 

In un’intervista rilasciata alla sottoscritta, l’artista ha anche evidenziato, quasi in una sorta di autodichiarazione di poetica, la sua volontà di sensibilizzare le persone al piacere dell’ascolto e qui, in particolare, quello dell’ambiente naturale. Le opere di Baudry consistono in performances che possono assumere forme diverse, viaggi, passeggiate sonore, vere e proprie composizioni musicali, sempre in grado di evocare con il suono atmosfere mentali e narrazioni oniriche di grande suggestione emotiva.

baudryL’artista è convinto che in alcune situazioni i suoni possano «creare una ulteriore fonte sonora e creare una scena musicale e ritmica. La composizione si può costruire o disfare, portando all’ascoltatore un certo interesse musicale. Così l’inquinamento acustico se ascoltato in modo attivo e analitico, può trasformarsi in evento musicale»; aggiungendo: «l’opposizione dei ritmi e la natura di certe sonorità parassite dell’ambiente possono generare un grande interesse per colui che si consacra all’ascolto del mondo che lo circonda. I suoni possono essere considerati come fastidio o al contrario come elementi sonori che possiedono interesse nel timbro, nella struttura o nella forma». E’ ciò che egli definisce come «la musicalità del suono del quotidiano».

 

 

Ecco un brano composto da Baudry: link Baudry

 

L’arte sonora o Sound Art è una forma d’arte con la quale «si intende quella varietà di espressioni e forme artistiche che hanno al centro del loro interesse il suono e l’ascolto […];  forme d’arte  che, in contrapposizione alla pratica musicale che si occupa dell’organizzazione dei suoni nel tempo, sono interessate alla percezione spaziale connaturata al suono […] e alla sua ‘proiezione’ nello spazio» (www.Treccani, sub vocem, 2017).  Essa comprende sia opere d’arte situate in apposite gallerie sia pratiche musicali perpetrate ben al di fuori dei musei attraverso performances, sculture e installazioni presenti oramai anche nelle fiere d’arte (ad esempio, la sezione SOUND interamente dedicata alle installazioni sonore della fiera Artissima a Torino del 2018).

A-204155-1106174390.jpgL’arte sonora ha le sue origini agli inizi del Novecento: nel 1913 l’artista futurista Luigi Russolo (1885-1947) scrive il manifesto L’arte dei rumori nel quale rivendica  «le plaisir à combiner idéalment des bruits de tramways, d’autos, de voitures et de foules criardes».

A partire dagli anni ’50, con l’apparizione del registratore con nastro magnetico, si sviluppa un’attenzione nuova sulla natura del suono che, grazie alle tecnologie audio, può per la prima volta affrancarsi  definitivamente dalla pratica musicale. Il suono diventa object sonore che perciò può «essere separato […] dalla sua fonte, trasportato, manipolato e riprodotto come un oggetto indipendente, catturato su un supporto». Nello stesso periodo, negli Stati Uniti  le ricerche artistico-musicali del compositore John Cage e, successivamente, «la dematerializzazione dell’oggetto-arte perseguita dall’arte minimal e concettuale [legittimano] appieno l’entrata della dimensione sonora, ontologicamente immateriale, nel contesto delle arti visive» (cfr. ancora www.Treccani 2017). Ispirate probabilmente anche dalle ricerche del gruppo giapponese Gutai, in America e in Europa le sperimentazioni diventano sempre più numerose, coinvolgendo artisti visivi, musicisti e poeti. Il gruppo Fluxus,  artisti come Vito Acconci e Bruce Nauman, i musicisti La Monte Young, Laurie Anderson, Alvin Lucier sono alcuni tra i protagonisti di questa effervescenza artistica.

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La Monte Young, Dream House, 1962

 

Negli ultimi decenni l’interesse per l’arte sonora è addirittura aumentato grazie all’innovazione tecnologica che dagli anni Novanta ha rivoluzionato il modo di appropriarsi del suono. Sono nati dapprima i festival di arte elettronica (Sonar a Barcellona nel 1994) poi le mostre internazionali sul tema suono, fra le quali Sonambiente nel 1996 a Berlino, Sonic Boom a Londra nel 2000. E’ del 2006 la mostra, curata da Francesco Bonami, dal titolo Silenzio presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo a Torino, evento interessantissimo e raro per il panorama italiano.

L’arte sonora resta comunque un fenomeno artistico sempre in evoluzione, soprattutto perché legata alle nuove tecnologie, attingendo dall’informatica e persino dalla cibernetica, e i cui percorsi sono imprevedibili come la natura stessa della materia di cui è costituita.

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L’artista Alain Baudry sarà  presente con una installazione alla mostra collettiva “De la montagne à la mer” presso la Maison de l’environnement a Nizza a partire dal mese di giugno.

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Il titolo dell’opera-installazione (qui sopra riprodotta) è “Fontana sonora”, costituita da: legno, acciaio inox, bottiglie d’acqua minerale.

Cliccando su questo link qui sotto potrete vedere un breve video relativo a quest’opera di Baudry: Fontana sonora

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