L’arte e la moda: riflessioni intorno alla “grande bellezza” della sartoria italiana

di Martina Savina

La mostra “Festival della moda maschile – La grande bellezza dei maestri sartori italiani”, recentemente allestita e curata dalla Dott.sa Federica Flore nelle magnifiche sale del Casinò di Sanremo e inaugurata lo scorso 17 luglio 2021, rappresenta un felice spunto per fare qualche considerazione d’insieme su una forma di espressione artistica: l’illustrazione di moda (qui specificamente maschile), che indubbiamente suscita in ogni visitatore grande fascino e interesse.
Accanto all’esposizione di abiti indossati dai capi politici e uomini di spettacolo, la mostra offre l’occasione per riscoprire, e per molti di conoscere, il particolare universo della moda, ciò attraverso i bozzetti preparatori e le immagini disegnate a uso delle grandi sartorie italiane.


«[…]L’arte di comunicare le idee della moda in una forma visiva»1 per mezzo di stampe, disegni e, talora, veri e propri dipinti, ha sempre costituito per gli stilisti (Yves Saint Laurent2 e Karl Lagerfeld ne hanno fatto un loro punto di forza) un valido modo per visualizzare in anteprima i propri progetti in modo da poterli meglio comunicare ai propri collaboratori.

Yves Saint Laurent, Bozzetti esposti alla mostra “L’Asie rêvée d’Yves Saint Laurent”, 2019

Le immagini rappresentano fin dagli inizi l’elemento portante delle riviste di moda (Mercure Galant 16723), che restarono a lungo l’unico mezzo per comunicare lo stile e che si diffusero sempre più in concomitanza dello sviluppo dell’industrializzazione e la sempre più ampia diffusione della produzione tessile (periodo in cui fiorirono numerose riviste, periodici e almanacchi, come ad esempio “La Mode illustrée”, 1860). A quel tempo però illustrare la moda era considerato un mestiere più che una forma d’arte pittorica. È infatti solo con Paul Iribe, Erté e altri creativi ispirati dai movimenti delle Avanguardie storiche, che questa forma di espressione raggiunge il grado dell’arte ponendo le basi dei disegni del XX secolo.


Per quanto riguarda l’oggetto specifico della mostra sanremese, va detto che furono molte le riviste dedicate al vestiario maschile, in particolare in Francia e negli Stati Uniti: “Monsieur”, “Styl”, “Esquire” per citare soltanto i nomi delle riviste più di spicco tra gli anni ‘20 e gli anni ‘50 del ‘900. Fra gli illustratori che vi collaborarono ci furono Jean Dulac, Pierre Mourgue, Marjac, Hemjic, Hof, Robert Goodman. Famoso per aver creato quello che veniva definito “l‘uomo Arrow Collar” dal nome dell’azienda americana produttrice delle camicie con il colletto a punta, fu inoltre Joseph C. Leydendecker, cui si deve l’immagine ideale dell’uomo americano bello e atletico che, nell’iconografia tipica compariva su uno sfondo riccamente decorato, con lo sguardo malinconico, spesso intento a giocare a golf oppure vestito per una serata all’opera. Queste immagini negli anni Venti definirono lo stile e il look di un’epoca, anche grazie alle copertine che l’artista fece per il “Saturday Evening Post”, il giornale allora più diffuso negli Stati Uniti.

In Italia una delle riviste più importanti di moda e stile maschile fu “Arbiter”4, il cui direttore ed editore Michelangelo Testa fu anche l’ideatore del “Festival della moda maschile” di Sanremo, manifestazione che ebbe il pregio di riunire e far conoscere per la prima volta le grandi sartorie italiane in un unico evento, ponendo le premesse di quello che successivamente sarebbe diventato il Made in Italy. Nata negli anni Trenta “Arbiter” nota per le sue storiche copertine artistiche5, fu una delle poche riviste di moda cui collaborarono grandi firme del giornalismo e illustratori prestigiosi fra cui il pittore Luigi Tarquini (1920-2009) figlio dello scultore Sabatino Tarquini. Eccellente ritrattista Tarquini era specializzato nei disegni di moda e, oltre alla collaborazione con “Arbiter”, lavorò per la rivista “Esquire” e nel 1953 illustrò il regolamento ufficiale sulle uniformi dell’Aeronautica Militare Italiana .

Luigi Tarquini illustrazione per Arbiter

Una delle sue collaborazioni più significative fu probabilmente quella con Franco Litrico, fratello di Angelo Litrico proprietario dell’omonimo Atelier romano, le cui illustrazioni sono qui presentate nella mostra “Festival della moda maschile”.
Angelo Litrico era diventato famoso negli anni Cinquanta grazie all’episodio della famosa scarpa7 che il presidente sovietico Nikita Krusciov si tolse e batté con forza sul tavolo per protesta durante un’assemblea delle Nazioni Unite.
Nel 1987 Franco Litrico decide di riprendere i contatti con il mondo politico sovietico: disegna otto figurini a colori con altrettanti abiti pensati per il presidente russo Mikhail Gorbaciov e, per rendere tutto più realistico, chiede a Tarquini di completare i bozzetti con il volto del leader sovietico.
Le sale del Casinò ne ospitano tutti e otto i cartoni realizzati a tempera e, all’angolo di ciascuno di essi si possono ammirare anche i campioni di stoffa utilizzati per la realizzazione degli abiti.
Tali disegni, realizzati con la tecnica della tempera su carta, presentano una certa somiglianza con lo stile di certe illustrazioni di Hemjic (che fu illustratore dello stilista Poiret), in particolare, quelle per la pubblicità del completo “Rockfeller” di Olympic.

Luigi Tarquini per Franco Litrico 1987 Marcel Jacques Hemjiic

«[…]Non poteva mancare l’abito grigio, vivacizzato da una righina azzurra, monopetto a due bottoni con pantaloni senza risvolto[…] E per finire ecco il tight corto, e lo smoking, che inizialmente Litrico aveva disegnato con il gilet e il cravattino.[…]»8

Luigi Tarquini per Franco Litrico 1987

Scomparsa e sostituita dalla fotografia a partire dai primi anni ’60, con l’eccezione di René Gruau o Antonio Lopez9, l’arte dell’illustrazione può oggi vantare una nuova generazione di seguaci, che sta cercando di perpetuare e rinnovare questa forma d’arte anche attraverso progetti, come ad esempio “Opera Illustration”10.
Le immagini vengono realizzate con tecniche ibride, su carta o attraverso software digitali come Adobe Photoshop11, con risultati a volte discutibili (il che dimostra che la padronanza della tecnologia da sola non basta), ma che sempre testimoniano quanto l’illustrazione di moda sia di primo piano.
Non solo come parte integrante del processo creativo di un abito e come passaggio fondamentale per la visualizzazione di un’idea, ma anche per ricordare che la moda, intesa come elemento fondamentale «[…] per la sistemazione del sé nel mondo […]’ e, al contempo come ‘[…]esortazione di simboli, di valori, di stati sociali e identità dei ruoli rappresentativi[…]»12 costituisce una forma d’arte di tutto rilievo.

Note bibliografiche

1 Cfr. http://www.hiSour.com. Tradizionalmente le tecniche più utilizzate erano il disegno, la tecnica del pochoir, l’acquerello, la tempera.

2 A questo proposito la mostra “L’Asie rêvée d’Yves Saint Laurent” tenutasi al Musée des Arts asiatiques di Nizza nel 2019, è stata un’occasione interessante non solo per ammirare i bellissimi abiti femminili ma anche e soprattutto per scoprire i bozzetti disegnati dallo stilista stesso che mostravano il notevole talento artistico del famoso couturier francese.

3 La rivista “Le Mercure Galant” nasce nel 1672, in Francia, a Parigi, primo periodico settimanale destinato a un vasto pubblico, ma solo maschile. Fondato da Donneau De Visé aveva cadenza trimestrale e trattava elogi a personalità, articoli di moda e scritti concernenti cose mondane. La testata nel 1724 mutò nome in “Mercure De France” ed è tuttora in attività come divisione della casa editrice Gallimard.

4 Dal 1927 al 1934 la rivista più diffusa in Italia è “Lui”, per l’uomo italiano. Nel 1935 nasce Arbiter Elegantiarum, che negli anni ’50 passa sotto la direzione di Michelangelo Testa. Dopo un periodo di declino e la chiusura, la rivista è stata rilanciata nel 2015 per iniziativa di Franz Botré.

5 Fra in collaboratori più importanti ci furono molti artisti, fra i quali Giò Ponti e Michelangelo Pistoletto.

6 Fu anche stilista e creò linee moda per Brioni. Cfr. http://www.collezionesalce.beniculturali.it

7 La scarpa era firmata Atelier Litrico e faceva parte del guardaroba che il presidente russo, che conosceva l’arte sartoriale di Litrico (grazie a un cappotto che quest’ultimo gli aveva regalato) aveva commissionato in previsione del viaggio negli Stati Uniti nel 1959 . http://www.moda.san.beniculturali.it

8 Laurenzi Laura, Un corredo italiano per il leader sovietico, “La Repubblica”, 8 dicembre 1987

9 Blackman Cally, 100 ans d’illustration de mode, Eyrolles, 2008

10 Progetto di Federica Ciuci Priori e Erika Gupillo. Si tratta di un’agenzia che raggruppa i nuovi talenti dell’illustrazione italiana e internazionale. http://www.vogue.it articolo di Terzo Riccardo, 8 aprile 2020

11 Benedetta dell’Orto, Laura Seganti, Micaela Sessa, Il nuovo Rinascimento, “Elle” n. 34, 19/09/2020

Breve profilo di Martina Savina, autrice dell’articolo

Martina Savina laureata e specializzata nell’insegnamento della Storia dell’Arte, svolge attività di insegnante. Ha conseguito diplomi di perfezionamento post-lauream in Insegnamento della storia dell’Arte antica e Insegnamento dell’arte moderna. I suoi interessi riguardano la ricerca e la condivisione dell’arte italiana e internazionale in tutte le sue forme; appassionata della lingua e della cultura francese, conosce la scena artistica contemporanea della Costa Azzurra. Recentemente, ha pubblicato alcuni articoli sul Blog Arteoggi-Arte del Novecento di Alessio Santiago Policarpo.

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